Francesco Russo - Direttore Spiralis Mirabilis, studioso, praticante e insegnante di arti marziali tradizionali cinesi
Pagina pubblicata in data
3 gennaio 2023
Aggiornata in data 20 febbraio 2026
Nell'antica Cina, il saluto tra due o più persone avveniva attraverso il gesto chiamato 作揖 zuò yī. Il carattere 作 zuò ha differenti significati: il più comune è "fare". Il carattere 揖 yī, invece, indica l'atteggiamento assunto nella Cina antica - fino agli inizi del Novecento - con le mani per compiere il gesto del saluto.
La parola ZuoYi è quindi traducibile in italiano come "saluto tradizionale", per differenzialo dall'odierno saluto cinese, che oggi avviene attraverso una stretta di mano.
Al punto che, in occasione dell'avvento della pandemia di COVID-19, qualche nostalgico ha proposto di abbandonare il saluto occidentale - "pericoloso" gesto di diffusione del virus - per tornare al saluto tradizionale.
Quando il saluto è inteso in modo più formale è chiamato con la parola 揖礼 yī lǐ.
Il carattere 礼 lǐ significa "dono", "rito", "cerimonia". Per cui la parola YiLi può essere tradotta come "cerimonia del saluto", "saluto cerimoniale" o "saluto formale".
Lo ZuoYi e lo YiLi erano compiuti nel medesimo modo: ciò che li distingueva era l'atteggiamento con cui si eseguivano.
Lo ZuoYi si utilizzava fondamentalmente in due situazioni sociali: come gesto di "buon auspicio" quando si incontrava qualcuno, nelle manifestazioni di cordoglio o dolore.
Se il palmo sinistro si appoggiava alla mano destra, il gesto era fatto per "buon auspicio", per mostrare rispetto o gratitudine. Se invece era il palmo destro ad appoggiarsi sul dorso della mano sinistra, il gesto manifestava cordoglio o dolore, come ad esempio durante i funerali.
È importante notare che le donne generalmente compivano il gesto in modo "speculare" a quello compiuto dagli uomini, invertendo la posizione delle mani.
Il saluto tradizionale era eseguito in differenti modi, ma fra le molte modalità con cui veniva eseguito possiamo fondamentalmente individuare due: con entrambe le mani aperte e inarcate, o con una mano aperta e con l'altra chiusa a pugno.
Prima di proseguire, è importante precisare un aspetto: la storia della Cina si estende su quattro millenni in un territorio immenso, che in antichità raggiunse i 9 milioni di km2. Per capirne la dimensione è sufficiente pensare che l'Italia copre una superficie 30 volte più piccola (solo 301340 km2).
In questa vastità geografica e su un arco temporale così lungo, è facile intuire che le modalità del saluto siano state molteplici e differenti: molte di esse sono probabilmente andate perdute per sempre.
Quello che segue è il frutto di una ricerca tuttora in corso: pur se condotta con precisione, va considerata parziale per vari motivi. Innanzitutto, gran parte delle conoscenze sintetizzate in questo articolo deriva da tradizioni orali, tramandate di generazione in generazione nella cultura popolare.
Le fonti documentali sullo ZuoYi sono poche e spesso distanti fra loro secoli e migliaia di chilometri l'una dall'altra. Pertanto, le informazioni riportate vanno prese come utili per comprendere una cultura del saluto molto differente da quella occidentale, senza pretendere certezze assolute.
Si tratta di un gesto compiuto in piedi, con le mani leggermente piegate (i pollici ripiegati) e posizionate davanti o sopra il petto, in modo da formare un arco con le braccia; la parte superiore del corpo è leggermente piegata in segno di rispetto..
Secondo lo 週礼 zhōulǐ, il "Classico dei riti" della dinastia 週 zhōu (dinastia Zhou occidentale che va dall'XI secolo a.C. fino al 771 a.C.) esistevano già all’epoca diversi tipi di saluto a mani giunte, a seconda del grado di confidenza e della posizione sociale delle parti.
Ad esempio: il saluto della terra (mani giunte verso il basso), il saluto del tempo (braccia distese in avanti), il saluto del cielo (braccia verso l'alto) e così via.
Nelle scuole della dinastia Zhou, le 六艺 liùyì (le "sei arti": riti, musica, tiro con l'arco, guida del carro, calligrafia e matematica) divennero il fulcro dell'educazione. Lo Stato si concentrò molto sui riti, "ritualizzando" ogni aspetto della vita civile e stabilendo un rigido sistema di gradi sociali.
Quando Confucio insegnava le sei arti, sottolineava che "il coraggio senza galateo è il caos"" e che "il galateo militare è la chiave del successo marziale". Pose coraggio e galateo sullo stesso piano, rendendo quest'ultimo parte obbligatoria dell'edcazione alle arti marziali: "Prima di imparare l'arte, bisogna conoscere l'etichetta; prima di imparare le arti marziali, bisogna capire le virtù."
Il segno più evidente del galateo nelle arti marziali è il saluto tradizionale, noto come "cerimonia del pugno" (拳礼 quán lǐ).
Si tratta di un gesto rituale compiuto prima e dopo un esercizio o una sessione di allenamento a solo o in coppia. Segna l'inizio dell'allenamento, di una forma (套路 tàolù), simboleggia una scuola, ne riflette valori e morale. Ancora oggi, come in antico, include vari gesti:
抱拳礼 bàoquán lǐ: saluto tradizionale.
鞠躬礼 jūgōng lǐ: inchino rituale.
点首礼 diǎnshǒu lǐ: cenno del capo.
注目礼 zhùmù lǐ: sguardo reciproco negli occhi.
器械礼 qìxiè lǐ: saluto con l'arma.
递械礼 dìxiè lǐ: consegna dell'arma.
Questo saluto si compie sempre in piedi, come nella Cina antica - senza inginocchiarsi o prostrarsi. La posizione in ginocchio (nota come "seiza" in giapponese) è tipica della cultura nipponica.
Il nome Baoquan li è composto da tre caratteri. Il primo è 抱 bào che indica l'azione di abbracciare una persona ed esprime anche il concetto di tenere a cuore una persona. Il carattere 拳 quán significa pugno e insieme al carattere 抱 bào compone la parola 抱拳 bào quán, che descrive proprio il gesto di "stringere un pugno nell'altra mano (in segno di rispetto)".
Il carattere Li, come indicato all'inizio di questo articolo, esprime il concetto di "regalo, rito o cerimonia".
Tutta la parola si traduce come "cerimonia dell'abbraccio del pugno" o più semplicemente "saluto tradizionale".
Nelle arti marziali cinesi, il saluto riveste un ruolo essenziale. Dà inizio e pone termine a molti momenti della pratica, tanto che è, generalmente, la prima cosa che si apprende in una scuola di arti marziali.
Il saluto si esegue con calma, concentrazione e secondo un cerimoniale prestabilito. È un segno di profondo rispetto verso il maestro caposcuola, verso le persone che insegnano e verso coloro che praticano all'interno della scuola. Il saluto nelle scuole di arti marziali è quindi un vero e proprio rito, con un profondo significato.
Il saluto si compie prima di accedere al luogo di pratica, per mostrare rispetto al luogo dove si svolgerà la lezione. Viene eseguito dal maestro o dalla maestra e dagli allievi e dalle allieve per onorare le generazioni precedenti (nel luogo di pratica potrebbe essere presente un altare con le foto dei maestri o delle calligrafie con i nomi dei maestri a cui rivolgere il saluto).
Infine, il maestro o la maestra saluta gli allievi e le allieve, che contraccambiano: il gesto ha un doppio significato. Il maestro o la maestra si impegna a trasmettere le conoscenze e a rispondere alle esigenze degli allievi e delle allieve. Essi ed esse si impegnano a ricevere gli insegnamenti con il massimo impegno.
Così si comprende perché il saluto richieda compostezza e serietà: segna non solo l'inizio della pratica, ma l'assunzione di un atteggiamento mentale, fisico e spirituale preciso.
Nella maggior parte delle scuole di arti marziali, si esegue appoggiando il palmo della mano sinistra sulla mano destra chiusa a pugno.
Quanto descritto vale in linea generale. Esistono ovviamente delle varianti. In alcune scuole di arti marziali, ad esempio, il saluto si compie con il palmo della mano sinistra aperto appoggiato sulla mano destra chiusa a pugno. In altre, le mani sono congiunte l'una nell'altra per evocare il simbolo del 太极图 tàijí tú e così via.
Alcuni ritengono che questo modo di salutare si sia diffuso in tutta la Cina intorno al XVII secolo, associato al motto 反清复明 fǎn qīng fù míng, traducibile come "rovesciare i 清 qīng, restaurare i 明 míng".
Il motto contraddistingueva gli attivisti che volevano vedere restaurata la "vera cultura" 汉 hàn e che vedevano nella cultura della dinastia Qing una cultura barbara (la dinastia Ming regnò fra il 1368 ed il 1644).
Nel saluto compiuto dagli attivisti, le mani rappresentavano il giorno (la mano destra chiusa a pugno) e la notte (la mano sinistra con il palmo aperto appoggiato al pugno destro).
Il giorno (il sole 日 rì) simboleggiava la dinastia Ming, la luce, mentre la notte simboleggiava la dinastia Qing, le tenebre (la luna 月 yuè). Il palmo aperto rappresentava le forze positive (阳 yáng) e il pugno chiuso le forze negative (阴 yīn ).
Il portare le mani al torace stava a indicare l'essere contro i dominatori stranieri e avere il cuore per la Cina.
Il Baoquan Li nel corso dei secoli si è ovviamente caricato di differenti significati, come probabilmente è successo con gli attivisti che desideravano vedere tornare la dinastia Ming al potere.
Per questo motivo, qui di seguito ho raccolto sei possibili significati attribuiti al saluto tradizionale, quelli più comunemente diffusi (fra i tanti).
1) Il pugno rappresenta la forza e l’aggressività, mentre il palmo aperto rappresenta l’intelligenza: vale a dire, l’intelligenza domina la forza.
2) Un altro significato, nella stessa linea, spiega che il pugno rappresenta la forza e il coraggio, mentre le quattro dita della mano sinistra simboleggiano la forza, il coraggio, la morale e l’intelligenza. Forza, coraggio, intelligenza e morale sono le qualità del praticante di arti marziali.
3) Un ulteriore significato vede le cinque dita del pugno rappresentare i cinque laghi più famosi della Cina (il 洞庭湖 dòngtíng hú, il 太湖 tài hú, il 鄱阳湖 póyáng hú, il 青海湖 qīnghǎi hú e il 呼伦湖 hū lún hú). Mentre le quattro dita estese della mano sinistra rappresentano i quattro oceani del mondo (Pacifico, Atlantico, Indiano e Artico).
L’unione di entrambe le mani simboleggia il gemellaggio fra i diversi popoli della Terra. Questo significato del saluto tradizionale è associato al detto 五湖四海皆兄弟 wǔhú sìhǎi jiē xiōngdì, traducibile come "fratelli in tutti gli angoli del mondo", modo di dire tratto dal libro 《论语·颜渊》 <<Lúnyǔ·yányuān>>, conosciuto in Italia come "Dialoghi di Confucio" ed in lingua inglese come "The Analects of Confucius: Discourses and Dialogues of K'Ung Fu-Tsze Compiled by His Disciples".
4) Le quattro dita della mano che avvolge il pugno simboleggiano rispettivamente la virtù 德 dé, la sapienza 智 zhì, il corpo 体 tǐ e la bellezza 美 měi.
Il dito pollice piegato all’interno simboleggia l'umiltà. Il pugno chiuso invece rappresenta la propria volontà e la forza da impiegare nella pratica marziale.
5) Al palmo sinistro è attribuito il ruolo di rappresentare la sfera della cultura (文 wén) mentre il pugno destro rappresenta la sfera marziale (武 wǔ).
Rappresenta la capacità del praticante di mantenere il controllo e la pace sulla propensione a combattere.
6) La posizione delle mani nel saluto possiamo anche vederla come l’incontro tra il Drago Azzurro e la Tigre Bianca, rappresentazione del dualismo Yin-Yang.
Il Drago Azzurro, 青龍 qīnglóng (il palmo sinistro) rappresenta l’est, la primavera, l'energia vitale che dalla profondità della Terra esce verso la luce. La Tigre Bianca, 白虎 báihǔ (il pugno destro), rappresenta l’ovest, l’autunno, il ripiegamento, la tigre discende dalla montagna ed annuncia la neve.
A conclusione di questa riflessione sul saluto tradizionale, va aggiunto che spesso al saluto gestuale è associato anche un saluto verbale, che ovviamente può variare da scuola a scuola.
Uno fra i più diffusi modi di salutarsi è il seguente:
All'inizio della lezione
Maestro: 同學們好 tóngxuémen hǎo (Salve studenti)
Allievi: 老師好 lǎoshī hǎo (Salve maestro)
Alla fine della lezione
Maestro: 同學們再見 tóngxuémen zàijiàn (Studenti arrivederci)
Allievi: 老師再見 lǎoshī zàijiàn (Maestro arrivederci)
Metti in pratica la vera conoscenza
實踐真知
shíjiàn zhēnzhī
Francesco Russo
NOTE SULLA TRASCRIZIONE FONETICA
Le parole in lingua cinese quando appaiono per la prima volta sono riportate in cinese tradizionale con la traslitterazione fonetica. A partire dalla seconda volta, la parola è riportata con il solo pinyin senza indicazioni degli accenti per favorire una maggiore fluidità della lettura dei testi.
BREVE PROFILO DELL'AUTORE
Francesco Russo, consulente di marketing, è specializzato in consulenze in materia di "economia della distrazione".
Nato e cresciuto a Venezia oggi vive in Riviera del Brenta. Ha praticato per molti anni kick boxing raggiungendo il grado di "cintura blu". Dopo delle brevi esperienze nel mondo del karate e del gong fu, ha iniziato a praticare Taiji Quan (太極拳tàijí quán).
Dopo alcuni anni di studio dello stile Yang (楊式yáng shì) ha scelto di studiare lo stile Chen (陳式chén shì).
Oggi studia, pratica e insegna il Taiji Quan stile Chen (陳式太極拳Chén shì tàijí quán), il Qi Gong (氣功Qì gōng) e il DaoYin (導引dǎoyǐn) nella propria scuola di arti marziali tradizionali cinesi Drago Azzurro.
Per comprendere meglio l'arte marziale del Taiji Quan (太極拳tàijí quán) si è dedicato allo studio della lingua cinese (mandarino tradizionale) e dell'arte della calligrafia.
Nel 2021 decide di dare vita alla rivista Spiralis Mirabilis, una rivista dedicata al Taiji Quan (太極拳tàijí quán), al Qi Gong (氣功Qì gōng) e alle arti marziali cinesi in generale, che fosse totalmente indipendente da qualsiasi scuola di arti marziali, con lo scopo di dare vita ad uno strumento di divulgazione della cultura delle arti marziali cinesi.
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