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Molto più di un ventaglio

Francesco Russo - Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese Francesco Russo - Direttore Spiralis Mirabilis, studioso, praticante e insegnante di arti marziali tradizionali cinesi
Pagina pubblicata in data 11 giugno 2026
Aggiornata il 12 giugno 2026

Ventaglio cinese - Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese

Ventaglio. Arma? Accessorio per la danza? Strumento per le calde giornate estive? O altro?

Il ventaglio è uno strumento antico, molto antico. Di cui al momento non conosciamo la data esatta di "nascita".

Del resto è probabile che la sua idea nacque nello stesso momento in cui un uomo o una donna prese una foglia di grandi dimensioni e iniziò a usarla per farsi "aria" per cercare un po' di sollievo dal caldo.

Nonostante l'introduzione del ventaglio nelle arti marziali tradizionali cinesi sia molto recente (molto più di quanto non si pensi), su questo strumento si raccontano molte "storie" (alle volte romanzate).

Alcune di queste storie sono vere e proprie "leggende metropolitane", altre sono solo in parte vere, alcune (la minoranza) sono vere.

Ecco alcune delle domande da cui sono partito per cercare di capire quali dei racconti sul ventaglio hanno un fondamento, quali sono solo "racconti" di folclore e quali sono frutto di un'invenzione fantastica.

Il tanto decantato ventaglio di ferro è esistito veramente? Se si, qual era il suo impiego reale? Era, come si racconta, uno strumento di difesa personale? Un’arma da utilizzare in battaglia? Quando il ventaglio è entrato nel mondo delle arti marziali? Soprattutto, con quale veste è entrato nel mondo delle arti marziali? Nel ruolo di strumento per l’esecuzione di elaborate "coreografie" o come testimonianza di un’antica arma?

A queste e a tante altre domande è dedicato questo lungo approfondimento dedicato al ventaglio. Approfondimento che non poteva non iniziare con una poesia di una poetessa molto importante per la cultura letteraria antica cinese, eccola:

《怨歌行》

yuàn gē xíng

Canto della malinconia

Autore 班昭 bān zhāo

新裂齊紈素,皎潔如霜雪。
xīnliè qí wánsù, jiǎojié rú shuāngxuě
Tagliata di fresco, la pregiata fine seta bianca dello stato di Qi, è splendete e pura come la brina e la neve.

裁成合歡扇,團團似明月。
cái chéng héhuān shàn, tuántuán sì míngyuè
È stato confezionata per farne un ventaglio dell'unione felice, perfettamente rotondo come la luna luminosa.

出入君懷袖,動搖微風發。
chūrù jūn huái xiù, dòngyáo wēifēng fā
Entra ed esce dalle pieghe del tuo petto e dalle tue maniche, e quando viene agitato, genera una leggera brezza.

常恐秋節至,涼飆熱。
cháng kǒng qiūjié zhì
Temo costantemente che arrivi la stagione autunnale, e che il vento gelido porti via tutto il calore dell'estate.

常恐秋節至,涼飆熱。
cháng kǒng qiūjié zhì
Gettato via e dimenticato dentro una scatola, e l'amore cessa per sempre a metà del cammino.

Canzone della malinconia - Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese
Un'illustrazione ispirata dalla poesia "Canto della malinconia"

Il ventaglio è un oggetto che tutt’ora nei giorni estivi accompagna tante persone. Un oggetto che nella sua apparente semplicità porta con sé un patrimonio culturale e storico vastissimo.

Accessorio utile dal forte valore simbolico e "decorativo". Un oggetto il cui design minimalista non ha impedito agli artisti di ogni latitudine di saperlo trasformare in un oggetto d’arte dalla grande raffinatezza estetica.

Anche le arti marziali non sono state immuni al fascino di questo oggetto. Tanto che oggi è presente in diversi stili di arti marziali cinesi.

Il ventaglio, realizzato con forme e materiali differenti, è apparso fin dai tempi più remoti della storia dell’uomo e ha attraversato i millenni arrivando fino ai giorni nostri praticamente "immutato" nella sua "forma funzionale".

Se è vero che questo oggetto è apparso in differenti parti del pianeta, la sua storia è profondamente legata alla storia e alla cultura dell’antica Cina, dove ha svolto e svolge tutt’ora un ruolo di primo piano nella vita quotidiana.

In passato in Cina i primi ventagli erano identificati con il carattere shà. Oggi il carattere comunemente usato per indicare il ventaglio è invece shàn.

Il più antico reperto archeologico riguardante un ventaglio scoperto fino a oggi è un ventaglio rigido in bambù con manico corto noto come 便麵 biànmiàn. Questo ventaglio è stato rinvenuto in una tomba risalente alla dinastia zhōu, nella prefettura di 吉安 jí'ān, nella provincia dello 江西 jiāngxī.

Il vaso di bronzo di Chengdu

La più antica rappresentazione grafica in nostro possesso di un ventaglio è, invece, stata rinvenuta nel 1965. Durante uno scavo effettuato per l’ampliamento della scuola media 百花潭 bǎihuā tán a 成都 chéngdū sono state scoperte delle tombe a fosso risalenti al periodo degli Stati Combattenti.

Da queste tombe sono stati estratti 48 oggetti funerari. Fra questi 17 oggetti in bronzo. Uno di questi, un recipiente di bronzo, è noto come 水陸攻戰紋銅壺 shuǐlù gōngzhàn wén tónghú, oggi consevato presso il 四川博物院 sìchuān bówùyuàn. Questo vaso è considerato l'equivalente del famoso dipinto noto con il nome 清明上河圖 qīngmíng shànghé tú (Lungo il fiume durante il festival di Qingming).

Il corpo del vaso è diviso in quattro livelli di scene, separati da tre bande in rilievo con motivi a nuvola triangolare.
Primo livello: a sinistra una scena di pratica del tiro con l'arco, a destra la raccolta del gelso;
Secondo livello: a sinistra un banchetto con musica, a destra il tiro con l'arco con la freccia legata a una corda (弋射 yìshè);
Terzo livello: a sinistra l'assedio di una città, a destra una battaglia navale;
Quarto livello: scene di caccia e motivi a forma di pesca con due animali.

Sono presenti diverse scene di vita quotidiana fra cui un’immagine in cui è raffigurata una persona che tiene in mano un ventaglio dotato di un manico lungo.

Il ventaglio rappresentato su questo recipiente è uno 長柄扇 chángbǐng shàn, un ventaglio rigido innestato su un manico lungo.

È durante la dinastia hàn (206 a.C. – 220 d.C.) che il ventaglio divenne un oggetto "popolare". Si diffuse fra la gente comune grazie alla produzione di ventagli in foglie di tifa intrecciate a mano.

I ventagli realizzati con le foglie di tifa, 香蒲扇 xiāng púshàn, erano e sono tutt'ora alla portata di chiunque.

La pianta di tifa cresce prevalentemente nel sud della Cina e offre un materiale economico e facile da reperire. Tanto che ancora oggi in Cina si usano ventagli realizzati con foglie di tifa durante le calde giornate estive. Per questi motivi, sebbene non siano raffinati come altri tipi di ventagli (come quelli rotondi o quelli di piume o quelli pieghevoli), i ventagli di foglie di tifa sono stati e sono i più diffusi e utilizzati.

Sempre durante la dinastia Han fu introdotto un tipo di ventaglio che divenne il prediletto dalle giovani donne presso la corte imperiale. Un ventaglio dalla forma rotonda che richiamava l’immagine della luna. In cinese è chiamato 團扇 tuánshàn, in italiano è conosciuto come ventaglio rotondo.

Ventaglio tondo - Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese
Un ventaglio tondo

Nel corso del tempo questo ventaglio ha assunto molteplici forme, fra cui, ad esempio, la forma del fiore di prugno o del girasole.

Le stecche di questi ventagli rotondi, realizzati spesso in seta, erano tradizionalmente realizzate in bambù o ossa di animali. I manici erano solitamente incisi con motivi decorativi, mentre la "faccia" principale del ventaglio era spesso ricamata o dipinta a mano con calligrafie e scene ispirate alla natura, come montagne o fiori.

La poetessa 班昭 bān zhāo (48 d.C. – 117 d.C.) nei versi riportati in apertura di questo approfondimento, si paragona essa stessa a un ventaglio rotondo, pronto a essere abbandonato non appena l’autunno arriva. Teme di essere lasciata dalla persona che ama appena il fuoco della passione dei primi tempi si sarà spento.

Nella cultura cinese il ventaglio rotondo è divenuto un sinonimo dell’eleganza e della bellezza femminile. Questi particolari ventagli rimasero popolari nell’antica Cina per quasi mille anni e oggi sono considerati veri e propri oggetti d’arte.

In passato durante lo svolgimento del matrimonio, la sposa teneva davanti al volto proprio un ventaglio tondo, per nascondere la propria timidezza, mantenere un’aura di mistero ed esorcizzare gli spiriti maligni.
Quando la coppia aveva completato tutti i riti nuziali e lo sposo aveva conquistato la sposa, ad esempio scrivendo una poesia, la sposa toglieva il ventaglio e si mostrava.

Questo gesto costituiva la cosìdetta "cerimonia del ritiro del ventaglio" (卻扇禮 què shàn lǐ).

La pratica di nascondere il volto con un ventaglio è emersa per la prima volta durante la dinastia jìn. La prima testimonianza scritta sulla Cerimonia del ritiro del ventaglio si trova nel 《世說新語·假諳》 shì shuō xīnyǔ·jiǎ ān.

Il poeta 庾信 yǔ xìn (vissuto durante il periodo delle dinastie del Nord e del Sud 南北朝 nánběicháo) ha scritto la poesia: 《為樑上黃侯與婦書》 wèi liáng shàng huáng hóu yǔ fù shū "Lettera al figlio del Marchese Huang di Liang e a sua moglie".

In questa poesia il poeta descrive proprio il momento in cui la sposa "svela" il proprio viso:

分杯帳裡,卻扇床前。
fēn bēi zhàng lǐ, què shàn chuáng qián
Dividendo il calice sotto la tenda matrimoniale, poi togliendo il ventaglio davanti al letto nuziale.

Durante il regno dell’imperatore 玄宗 xuán zōng (685 d.C. – 762 d.C.) della dinastia táng, un ministro di nome 萧嵩 xiāo sōng istituì una norma specifica: quando l’imperatore partecipava alle udienze di corte, nel momento in cui entrava nella sala del trono, le persone presenti dovevano tenere i ventagli davanti al viso così che non potessero vederlo. Solo dopo che l’imperatore aveva preso posto sul trono i ventagli potevano essere abbassati. Allo stesso modo, quando l’imperatore si ritirava dalla corte, veniva nuovamente "nascosto" dai ventagli, che gli permettevano di allontanarsi con discrezione. Se un assassino avesse tentato di mettere in atto un attentato nei confronti dell'imperatore, sarebbe stato estremamente difficile per lui portare a termine il suo compito.

Ventaglio di corte - Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese
Un ventaglio di corte

Sempre durante la dinastia Tang (618-907), l’arte della fabbricazione del ventaglio raggiunse il suo apice. Alcuni ventagli erano chiamati 宮扇 gōng shàn ovvero "ventagli di corte". Spesso erano realizzati in seta, rotondi i più comuni, potevano avere anche forma ovale o multiangolare. I materiali utilizzati per fare i manici erano differenti, bambù, avorio, legno, osso e così via.

Il ventaglio rigido era il tipo più comune in Cina fino alla fine della dinastia sòng (960–1279). È solo con la dinastia míng (1368–1644) che iniziò a diffondersi il ventaglio pieghevole, il 折扇 zhéshàn.

Ventaglio di corte - Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese
Un ventaglio di pieghevole

Grazie alla sua praticità il ventaglio pieghevole molto velocemente soppianterà quello rigido.

La sua grande popolarità non si deve però solo alla sua praticità. Fu grazie anche ai letterati che questo oggetto divenne molto popolare. Grazie a loro, infatti, nacque la "moda" di dipingerli e/o decorarli con calligrafie.

Il ventaglio pieghevole non fu solo un oggetto di uso comune, con il tempo divenne un accessorio sempre più raffinato ed elaborato, tanto da divenire, in alcune situazioni, una vera e propria opera d’arte.

La tela del ventaglio era dipinta e/o scritta, i manici erano impreziositi da decorazioni, venivano aggiunti pendenti realizzati in giada o in altri materiali pregiati. Infine, venivano custoditi in raffinate scatole di legno o in sacchetti di seta.

Fra gli intellettuali era diffusa la tradizione di scambiarsi ventagli pieghevoli decorati con calligrafie e dipinti di paesaggi come segno di amicizia, soprattutto nella regione del 江南 jiāngnán, cioè l’area geografica a sud del fiume Azzurro (長江 cháng jiāng).

Wang Xizhi e la signora anziana - Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese
Wang Xizhi e la signora anziana

Si narra che il famoso calligrafo 王羲之 wáng xīzhī, durante la dinastia Jin (265 d.C. - 420 d.C.), vide una "povera signora anziana" a 紹興 shàoxīng che vendeva ventagli ma nessuno li comprava. Wang Xizhi prese alcuni ventagli e scrisse sopra quattro caratteri: 右軍題書 yòujūn tí shū "Calligrafia di Youjun" (uno dei soprannomi di Wang Xizhi).

La vecchia pensò che quegli scritti avrebbero rovinato i ventagli e si mostrò infelice, ma Wang la incoraggiò dicendo: "Dì che li ha scritti Wang Youjun; ogni ventaglio può valere cento monete."
Benché dubbiosa, la vecchia seguì il suo consiglio e i ventagli vennero subito tutti venduti. Ancora oggi a Shaoxing si trova una località chiamata "Ponte dei ventagli scritti" (題扇橋 tí shànqiáo).

L’industria della fabbricazione dei ventagli si sviluppò principalmente tramite attività a conduzione familiare, solitamente di piccole dimensioni, ospitate in edifici con il negozio nella parte anteriore e il laboratori sul retro, mentre l’ambiente abitativo era ospitato al primo piano. Durante la dinastia Song conobbero una certa notorietà gli artigiani della città di 杭州 hángzhōu.

A partire dall’era della Repubblica di Cina (1912-1949 d.C.) i ventagli pieghevoli decorati dai calligrafi del passato hanno iniziato a essere considerati preziosi oggetti da collezione e, a buon diritto, lo sono ancora oggi.

Le origini del ventaglio pieghevole

Tra gli studiosi esistono due opinioni principali sull’origine dei ventagli pieghevoli: una sostiene che questo oggetto sia nato in Cina durante le dinastie del Nord e del Sud, mentre l’altra afferma che i ventagli pieghevoli furono introdotti in Cina dal Giappone, dove iniziarono a essere prodotti intorno al VII secolo d.C. Quest’ultima, ad oggi, è la tesi predominante.

Charlotte Salwey nel libro "Fans of Japans" del 1893 scrive: "i ventagli pieghevoli con stecche in bambù sono stati inventati in Giappone durante il regno dell’imperatore Tenchi fra il 668 d.C. e il 671 d.C."

Anche se l’autrice non fornisce valide motivazioni sul perché siano stati inventati in Giappone e perché in quel particolare momento storico. Questa tesi è stata confermata anche dall’autrice Bertha de Vere Green nel suo libro dedicato ai ventagli giapponesi del 1975.

Michael Dean nel suo volume "From the land of the Fan" pubblicato nel 2001 è cauto sull’origine giapponese dei ventagli pieghevoli.

Nel volume "Fans from the East" pubblicato nel 1978 dalla Debrett’s Peerage Limited è contenuto un saggio di Joe Earle, l’allora vicepresidente della società giapponese di New York in cui scrive:

L’evidenza in favore delle origini giapponesi del ventaglio pieghevole è circostanziata più che conclusiva, ma contemporaneamente molte risorse suggeriscono che il ventaglio era popolare in Giappone molto prima della terraferma.

Neville John Irons nel volume "Fans of Imperial Japan" pubblicato nel 1982 scrive: "Lo hiogi (ventaglio pieghevole) è registrato a partire dal tempo di Tenji (668 d.C. 671 d.C.)".

Antichi esempi di ventagli di corte sono conservati presso il tesoro del tempio di Itsukushima e sono generalmente associati all’imperatore ragazzo Antoku (1183 circa). È anche sull’esistenza di questi ventagli che si basa la posizione della paternità giapponese del ventaglio pieghevole.

Lo studio "Ogi" pubblicato nel 1992 dalle autrici Julia Hutt & Hélène Alexander è uno degli studi più completi sulla storia del ventaglio giapponese. Questo studio si afferma che riguardo al ventaglio pieghevole esistono evidenti punti a sostegno del fatto che è probabile che abbia avuto origine in Giappone.

James MacKay nel suo libro Fans pubblicato nel 2000 offre questa suggestione:

Tutti gli antichi ventagli hanno una cosa in comune: una foglia rigida. I ventagli di questo tipo sono arrivati fino al giorno presente. I ventagli pieghevoli sono una novità abbastanza recente probabilmente nata in Giappone intorno alla data del 670 d.C. La storia di questo ventaglio risalirebbe a un anonimo artista artigiano che ha avuto l’idea di strutturare il ventaglio secondo l’ala di un pipistrello. L’opportunità di creare questo oggetto nacque quando un pipistrello si trovò intrappolato nella sua camera da letto e nel panico volò contro una lampada e si bruciò le ali così gravemente che si schiantò sul pavimento.

Questo episodio avvenne durante il periodo del breve regno di Tenji (668 d.C. 672 d.C.). L’invenzione dell’hiro-ogi, del ventaglio "largo" può essere datata precisamente a questo periodo."

Questa storia appartiene al folklore della cultura giapponese e va presa con le dovute precauzioni. Non è solo questo autore a riportare questa storia per individuare l’anno preciso di invenzione del ventaglio pieghevole.

Secondo un’altra storia, una leggenda, un monaco giapponese di nome Chōnen (in altre versioni chiamato Ganjin) si recò nel 988 in Cina dall’imperatore della dinastia Song e gli fece dono di due ventagli.
Questo "evento" è considerato la prima prova documentata della presenza e dell’uso dei ventagli pieghevoli in Cina. Peccato che questa leggenda non sia suffragata da nessuna prova storica.

Perché l’origine giapponese del ventaglio pieghevole, composto da strisce o stecche di legno, tende a prevalere fra gli studiosi?

Il motivo è che presso l’aristocrazia giapponese c’era l’usanza di utilizzare delle strisce di legno (chiamate mokkan) come fossero dei blocchi per appunti su cui scrivere. Quando le strisce erano molte si creava la necessità di tenerle unite per agevolare la possibilità di portarle con sé e di poterle consultare. Tenere molte strisce una a fianco all’altra diventava, infatti, poco pratico, per cui è probabile che fu questo motivo che portò a legarle in uno degli angoli, in modo tale da utilizzarle nello stesso modo con cui oggi molti tintori utilizzano la cartella dei colori, chiamata per l’appunto mazzetta colori o cartella colori a ventaglio.

A Nara, che fu la capitale del Giappone prima di Kyoto fra il 710 d.C. e il 784, gli archeologi hanno scoperto molte strisce di legno che contenevano registrazioni degli eventi di corte. Strisce che avevano la forma che tuttora in qualche modo può essere associata alla stecca di ventaglio pieghevole. Durante questo periodo la lunghezza media di queste strisce era di circa 30 cm ed erano larghe circa 1 cm e mezzo.

Mokkan - Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese
Esempi di mokkan

Perché utilizzare strisce di legno e non usare la carta? La carta fu introdotta in Giappone dalla Cina. Sappiamo che il principe Shōtoku fece redigere la prima costituzione del Giappone (composta da 17 articoli) probabilmente su carta nel 604 d.C. Costituzione che rimarrà in vigore fino alla stesura della nuova costituzione del 1889.

Non abbiamo a disposizione la copia originale, ma è molto probabile che fu scritta su carta e non su strisce di bambù o di legno. Questa ipotesi è plausibile per il fatto che l’Hokke Gisho un commentario del Sutra del Loto scritto dallo stesso principe nel 614 d. C. è il testo su carta più antico del Giappone oggi a nostra disposizione. L’Hokke Gisho oggi è considerato l’equivalente della Bibbia giapponese del buddismo. Fu redatto su quattro rotoli di carta e l’originale oggi è custodito nel tempio Hōryū-ji, situato nella città di Ikaruga, nella Prefettura di Nara.

In questo periodo storico la carta era davvero rara in Giappone ed era, di conseguenza, un materiale molto prezioso. Per questo motivo il suo uso era limitato ai ranghi più importanti dell’aristocrazia giapponese.

Si ipotizza che qualche esemplare di ventaglio pieghevole arrivò in Europa già durante il Medioevo. Tuttavia fu grazie ai commercianti portoghesi nel XV secolo che questi ventagli si diffusero in larga scala in Europa.

Il ventaglio pieghevole europeo più antico oggi a nostra disposizione è un ventaglio francese tipo brisé realizzato nel 1620 e oggi conservato presso il Victoria and Albert Museum di Londra.

La parola francese brisé descrive un ventaglio privo della tela le cui stecche sono lavorate a intarsio a tal punto che una volta aperte compongono la forma del ventaglio stesso.

Testimonianze europee più antiche di questo esemplare sono presenti in alcuni dipinti come, ad esempio, nel quadro conosciuto con il titolo "Ditchley Portrait" del 1592 attualmente conservato alla National portrait gallery di Londra. In questo quadro di Marcus Gheeraerts il giovane è ritratta la regina Elisabetta, la quale tiene nella sua mano destra un ventaglio pieghevole chiuso.

Per secoli in Cina il ventaglio ha avuto un ruolo molto importante nella vita quotidiana. Ruolo così importante che si è riflesso anche nelle opere letterarie come, ad esempio, nei quattro grandi classici della letteratura cinese.

Zhu Geliang - Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese
Zhu Geliang

Nel Il romanzo dei Tre Regni 《三國演義》 sānguó yǎnyì, 諸葛亮 zhū gèliàng (Primo Ministro del regno di 蜀漢 shǔhàn durante il periodo dei Tre Regni e famoso stratega) e 周瑜 zhōuyú (uno dei più famosi strateghi della corte di 孫策 sūn cè e successivamente del fratello 孫權 sun quán) sono ricordati e caraterizzati per il fatto che hanno sempre in mano un 羽扇 yǔshàn, un ventaglio realizzato con piume d'uccello.

Il ventaglio di piume era diffuso soprattutto fra i membri dell’aristocrazia, in quanto era un oggetto estremamente costoso da produrre. Era di fatto, oltreché un simbolo di autorità e saggezza, un simbolo di ricchezza.

I primi riferimenti a questo tipo di ventaglo si trovano negli archivi storici della dinastia shāng (1600 a.C. – 1046 a.C.).

Tuttavia, il periodo di massimo splendore del ventaglio di piume fu proprio durante la dinastia Han (202 a.C. – 220 d.C.).
Il ventaglio di piume è entrato a tal punto nell’immaginario popolare del Paese del dragone che tutt’oggi in lingua cinese esiste la seguente frase idiomatica 羽扇綸巾 yǔshàn guān jīn.
Frase che nasce dalla poesia del poeta 蘇軾 sūshì della dinastia Song, intitolata 《念奴嬌·赤壁懷古》 niànnújiāo·chìbì huáigǔ (Ricordi del passato alla Rupe Rossa, sulle note di Niannu jiao).

Il significato letterale della frase è "ventaglio di piume in mano e fazzoletto di seta in testa", ed è spesso usata per descrivere l’elegante e composto atteggiamento degli studiosi, dei militari o degli strateghi dell’antichità. Questo idioma usa la metafora del "ventaglio di piume" e del "fazzoletto di seta" per sottolineare la straordinaria calma e padronanza di sé attribuita ai grandi personaggi della storia e della letteratura cinese.

Durante la dinastia Han i ventagli di piume erano per lo più appannaggio degli uomini mentre i ventagli rotondi erano riservati alle donne.

Song Qing - Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese
Song Qing Ventaglio di ferro

Il ventaglio di ferro

Nel romanzo I briganti 《水滸傳》 shuǐhǔ zhuàn, il ventaglio è citato nel nome di un personaggio e in una filastrocca. Tra i 108 eroi del romanzo c’è un personaggio chiamato Song Qing Ventaglio di Ferro (鐵扇子宋清 tiě shànzǐ sòng qīng, fratello minore di 宋江 sòng jiāng, uno dei personaggi principali del romanzo.

Nel capitolo sedici il bandito 白勝 bái shèng, soprannominato 白日鼠 báirìshǔ (topo diurno), recita una famosa filastrocca:

Il sole cocente brucia come fuoco, i campi coltivati a riso sono per metà secchi e bruciati.
Il cuore del contadino è come acqua che bolle, mentre i signori e i nobili agitano il ventaglio.

La principessa Ventaglio di Ferro 鐵扇公主 tiě shàn gōngzhǔ è, invece, uno dei personaggi del romanzo Viaggio in Occidente 《西遊記》 xīyóujì.

Famoso anche nei paesi occidentali grazie al suo “singolare” protagonista, noto con il nome di Scimmiotto o di Re Scimmia o di Monkey King. Come si narra nel romanzo, la principessa Ventaglio di Ferro vive nella Grotta del Banano sulla Montagna 翠雲 cuìyún ed è la moglie del re Toro Demone (牛魔王 niú mówáng), anch’egli personaggio del romanzo. Sono proprio questi due personaggi a essere rappresentati nel modello tridimensionale riportato nella copertina di questo numero di Spiralis Mirabilis. Opera finalista, assieme ad altre dieci, del concorso di modellistica 《鬥戰神•鬼神誌(西遊篇)》 dòu zhànshén guǐshén zhì (xīyóu piān) ispirato proprio ai personaggi del romanzo “Viaggio in Occidente”. L’opera realizzata dell’artista 羅鵬 luó péng è intitolata 《鐵扇公主牛魔王》 tiě shàn gōngzhǔ niú mówáng (La principessa Ventaglio di Ferro e il re Demone Toro). Elemento caratterizzante del personaggio è un ventaglio magico realizzato con foglie di banano, tanto che il nome di questo tipo di ventaglio è proprio芭蕉扇 bājiāo shàn (ventaglio di banano). Il prezioso ventaglio di banano proviene dal monte 崑崙 kūnlún, montagna sacra e luogo di dimora degli immortali e delle divinità daoiste. è realizzato con la foglia di 精葉 jīngyè (foglia “essenziale”) che nasce sul monte Kunlun. La caratteristica di questo ventaglio è che può ingrandirsi e rimpicciolirsi in base alle esigenza della principessa. Le permette con un solo colpo di ventaglio di spegnere il fuoco, con due colpi di generare raffiche di vento e con tre colpi è in grado di far cadere la pioggia, permettendo così le semine e i raccolti. Per questo motivo il popolo che vive sulla montagna Cuiyun la venera come una dea. Il Re Scimmia (孫悟空 sūn wùkōng) si reca dalla principessa Ventaglio di Ferro per chiederle in prestito il ventaglio magico, ma lei si rifiuta e combatte contro di lui scacciandolo con un solo colpo di ventaglio. Colpo che lo getta a migliaia di chilometri di distanza. Il Re Scimmia riuscirà poi, in un secondo momento, a ottenere il ventaglio grazie a uno stratagemma. Infine nel romanzo “Il Sogno della Camera Rossa” 《紅樓夢》 hóng lóumèng l’autore 曹雪芹 cáo xuěqín dedica ampio spazio alla descrizione del ventaglio. Fra gli episodi più significativi c’è quello del capitolo 30, “Baochai prende in prestito il ventaglio e fa doppio colpo con la cintura”, quello del capitolo 31, “Strappare il ventaglio per guadagnarsi un sorriso da mille ori” e quello del capitolo 48, “L’incidente di Shidai causato dal ventaglio”. Tutti momenti dal forte impatto “visivo”. A questo punto della mia ricerca mi sono chiesto: il ventaglio è mai stato utilizzato come arma? E se si, quando, il ventaglio lo è diventato? In che contesto è stato usato come arma? La risposta a queste domanda non è di facile soluzione. Non esiste una documentazione storica che testimoni l’uso del ventaglio sul campo di battaglia come arma o che indichi il ventaglio come arma atipica. La mancanza però di questo tipo di prove, non costituisce di fatto una prova che il ventaglio non è mai stato un’arma e questo è di fatto un elemento da tenere sempre in considerazione. In secondo luogo, qual ora sia esistita in passato un’arma identificabile con la parola ventaglio, questa arma ha corrispondenze con l’oggetto utilizzato da milioni di personi nel mondo nella calde giornate estive? L’enorme diffusione del ventaglio e il suo impatto sulla società antica cinese ha inevitabilmente lasciato moltissime tracce (come ad esempio nei classici della letteratura cinese). Non avendo oggi in questa moltitudine di tracce a nostra disposizione una sola testimonianze storica dell’uso di un qualche tipo di arma associabile al ventaglio può farci presumere che il ventaglio non sia mai stato utilizzato come arma sul campo di battaglia o che quanto meno non fosse considerata un’arma di uso comune. Quindi, mantenendo sempre davanti agli occhi l’assunto che ho enunciato nella pagina precedente, in questo caso la mancanza di una testimonianza storica sull’impiego del ventaglio come arma, vista la quantità di “citazioni” del ventaglio a nostra disposizione, si può ipotizzare con un certo grado di sicurezza che questo oggetto non era generalmente utilizzato come arma. A questo punto è importante fare un inciso, che ci può permettere di chiarire ulteriormente la questione. In passato, in, particolar modo in Giappone erano in uso una serie di oggetti in ferro che replicavano la forma di ventagli rigidi e di ventagli pieghevoli chiusi. Oggetti identificati con la locuzione in lingua italiana “ventaglio di ferro”. A tal proposito possiamo soffermarci su un famoso episodio della storia giapponese. Si tratta di un capitolo della biografia di uno dei daimyo più famosi del periodo Sengoku: Takeda Shingen (1521 – 1573). Nel 1561 durante la quarta battaglia di Kawanakajima (una delle più famose e sanguinose battaglie del periodo Sengoku), Takeda Shingen fu preso alla sprovvista da un attacco a cavallo da parte del daimyo Uesugi Kenshin. Shingen non ebbe il tempo di estrarre la propria katana e dovette parare i colpi dell’aggressore usando il proprio ventaglio da guerra. Questo evento è un episodio così importante nella storia giapponese che è ricordato da numerose illustrazioni e, addirittura, da un monumento nella città di Nagano. Il ventaglio da guerra utilizzato da Takeda Shingen è, secondo la tradizione, un ventaglio rigido in legno rivestito con placche metalliche o realizzato direttamente in un un unico blocco di metallo, usato per impartire gli ordini sul campo di battaglia. Il gunbai non era prodotto per “raffrescare” nelle calde giornate estive ma era utilizzato per impartire i comandi alle truppe come oggi sono impiegate le bandiere per consetire agli equipaggi delle navi, attraverso segnali visivi, di comunicare. In Giappone per molto tempo una certa varietà di oggetti chiamati in lingua italiani ventagli (più precisamente ventagli da guerra) erano utilizzati per impartire ordini alle truppe sul campo di battaglia. Shingen per difendersi dall’attacco di Kenshin dovette improvvisare con ciò che aveva in mano in quel momento, il ventaglio da guerra (realizzato in ferro) che per l’appunto usava per impartire gli ordini alle proprie truppe. Questo episodio testimonia l’uso del ventaglio come arma? La risposta è no. Questa storia ci permette di focalizzare la nostra attenzione su oggetti come il gunbai e soprattutto sui cosìdetti: tenarashi-gata. Il tenarashi-gata era un oggetto completamente realizzato in ferro e generalmente era realizzato con la forma di un ventaglio pieghevole chiuso.. Il tenarashi-gata presentava una struttura robusta e compatta, spesso era decorato per apparire come fosse un ventaglio di legno. Questo tipo di oggetto era molto diffuso fra i samurai. Questo perché questi ultimi per accedere ai palazzi imperiali o dei daimyo dovevano lasciare le proprie armi all’ingresso rimanendo privi di armi. Il tenarashi-gata “camuffato” da ventaglio diventava l’unico strumento per difendersi da un possibile attacco. Ho indicato la parola camuffatto fra virgolette per un motivo abbastanza ovvio. Il motivo è che il tenarashi-gata era talmente diffuso fra i samurai che era cosa nota ai più che un samurai che lasciava le proprie armi all’ingresso di un castello avrebbe tenuto addosso un ventaglio, non per raffrescarsi (fra l’altro erano portati con sé tutto l’anno), ma che avrebbe tenuto con sé un tenarashi-gata come unico oggetto per difendersi. In Giappone, presso il castello di Matsue di epoca feudale, nella prefettura di Shimane, è conservato un tenarashi-gata che si presenta proprio come un ventaglio pieghevole chiuso, in cui l’artigiano che lo ha realizzato si è impegnato a rappresentare finemente il segno delle pieghe della tela di carta. è dall’uso di questo tipo di oggetti che nasce nel periodo Sengoku (1467-1615) l’arte marziale del Tessenjutsu, basata sull’uso marziale dei ventagli di ferro. è molto probabile che è grazie a questi oggetti che si è creata l’immagine del ventaglio pieghevole di ferro, fatto con stecche di metallo, per essere impiegato come arma. Immagine presa dall’industria cinematografica orientale che l’ha consacrata come arma. Non ci sono testimonianze che in Cina fossero utilizzati oggetti simili al tenarashi-gata o al gunbai, anche se questo non esclude che qualche esemplare fosse arrivato dal Giappone nella terra del dragone (il ventaglio del personaggio della Principessa del romanzo “Viaggo in Occidente”, ad esempio, è spesso rappresentato con una forma molto simile al gunbai). Nella storia delle arti marziali cinesi non c’è traccia dell’uso di ventagli pieghevoli o di oggetti simili come armi. L’opera 六韜 liù tāo (circa V-III secolo a.C.) attribuita allo stratega militare 薑子牙 jiāng zǐyá è il testo cinese più antico oggi conosciuto che contiene un elenco di armi. In questo elenco non è presente il ventaglio, anche se il testo bisogna precisare che è di molto antecedente alla data presunta di introduzione del ventaglio pieghevole in Cina dal Giappone. Il ventaglio non è presente neanche nel 武備志 wǔbèi zhì, un imporante trattato militare cinese del XVII secolo. Oggi il ventaglio è presente in tantissime scuole di arti marziali tradizionali cinesi. In particolar modo nelle scuole dove si insegna 太極拳 tàijí quán. Quindi ci possiamo chiedere: Qual è la prima testimonianza dell’uso del ventaglio nel mondo delle arti marziali cinesi? Per poter vedere i primi impieghi del ventaglio nelle arti marziali cinesi non è necessario tornare indietro di molto nel tempo. Il ventaglio compie i primi passi nel mondo delle arti marziali attraverso il mondo della danza tradizionale con i primi anni Novanta del Novecento. In particolar modo sono due le figure che ne sanciscono la “fama” e la diffusione. Nel 1999, la China Youth Audio-Visual Publishing House pubblica il VCD intitolato 《楊式太極扇》 yángshì tàijí shàn della maestra 楊麗 yáng lì. Nel 2000, 李德印 lǐ déyìn lancia il suo 《太极功夫扇》 abbinandolo alla canzone del 1997 《中國功夫》zhōngguó gōngfū dell’artista 屠洪剛 tú hónggāng, brano di grande successo che è divenuto un “classico contemporaneo” della musica cinese. Questi due lavori hanno contribuito molto a stimolare la diffusione dell’uso del ventaglio nel mondo delle arti marziali cinesi. Nel 2004, la Commissione Sportiva della provincia dell’Henan 河南省體育局 hénán shěng tǐyù jú è stata fra le prime a introdurre fra le gare di un torneo di Taiji Quan il ventaglio. Lo stesso anno l’Università di Scienze Sportive di Pechino 北京體育大學 běijīng tǐyù dàxué ha deciso di offrire un corso opzionale dedicato al ventaglio del Taiji Quan. L’anno successivo, nel 2005, il comitato educativo di Pechino 北市教委 běishì jiàowěi ha istituito una serie di corsi pubblici opzionali, fra cui il ventaglio del Taiji Quan. Nel 2009 durante l’undicesima edizione dei giochi nazionali tenutisi a 濟南 jǐnán, all’apertura della seconda parte dei giochi, 1800 persone si sono esibite contemporaneamente in una coreografia con il ventaglio di grande suggestione. Negli anni successivi nelle attività di fitness promosse dallo Stato cinese si è stimolato molto la combinazione delle arti marziali e del ventaglio, dando vita a quella che oggi è chiamata “arte del ventaglio” 扇術 shàn shù. Il motivo principale per cui oggi il ventaglio è amato è dipeso dal suo valore estetico intrinseco: nelle danze col ventaglio la gente esprime se stessa, prova piacere e, nello sviluppo fisico ed emotivo, riesce a calmare la mente, scaricare le tensioni quotidiane, perseguendo così una condizione di salute e di benessere. In sintesi 1) Il ventaglio è un oggetto apparso in diversi angoli del pianeta all’alba dei tempi. In Cina ha svolto un profondo ruolo nella cultura e nella vita quotidiana in ogni strato della società; 2) Il ventaglio pieghevole è, con un certo grado di certezza, arrivato in Cina dal Giappone; 3) In Giappone oggetti metallici venivano realizzati imitando le forme dei ventagli pieghevoli e dei ventagli rigidi. Erano fatti in legno, in legno rivestito con lamine metalliche o addirittura erano completamente fatti in ferro; 4) Il gunbai e il tenarashi-gata erano realizzati anche in ferro, ma non erano progettati con la funzione di ventaglio (anche se ne potevano “emulare” la forma); 5) Il gumbai era usato per impartire ordini ai soldati, il tenarashi-gata era un oggetto che i samurai potevano portare con sé quando lasciavano le proprie armi per entrare in un castello o in un luogo legato all’amministrazione dell’impero; 6) Non ci sono prove scritte che testimonino l’uso di questi oggetti come armi; 7) In Cina non ci sono prove che questi oggetti fossero presenti, le uniche testimonianze di “ventagli di ferro” sono presenti nella letteratura ma non con riferimenti a oggetti reali; 8) Non ci sono prove che il ventaglio pieghevole fosse utilizzato come arma; 9) Questo non implica che in migliai di anni qualcuno possa aver usato questo oggetto come arma impropria (come è testimoniato dall’episodio di Takeda Shingen); 10) Il ventaglio pieghevole è entrato nel mondo delle arti marziali cinesi con gli anni Novanta del Novecento; 11) Posso utilizzare un ventaglio come arma? Certo, come posso utilizzare una pentola in acciaio o un vaso di terracotta… cioè come posso utilizzare un qualsiasi oggetto come arma. Questo però non ne fa un’arma; 12) Lo studio del ventaglio all’interno delle arti marziali cinesi ha senso? La risposta è si. Il ventaglio coniuga le abilità motorie delle arti marziali con le qualità della danza. Spesso la pratica del ventaglio è associata a un brano musicale. è un oggetto capace di esercitare un fascino su un ampio pubblico permettendo di avvicinarlo alle arti marziali cinesi. Grazie a uno strumento che permette a una persona di esprimere la propria persona divertendosi. 《為樑上黃侯與婦書》 wèi liáng shàng huáng hóu yǔ fù shū “Lettera al figlio del Marchese Huang di Liang e alla sua moglie”. 昔仙人導引,尚刻三秋; xī xiānrén dǎo yǐn, shàng kè sānqiū; Un tempo gli immortali insegnavano esercizi di guida vitale, e il tempo si misurava in tre autunni; 神女將梳,猶期九日。 shénnǚ jiāng shū, yóu qī jiǔ rì. La dea si preparava pettinandosi, ancora sperando nei nove giorni di attesa. 未有龍飛劍匣, wèi yǒu lóngfēi jiàn xiá, Ancora non si vedono draghi volanti né spade nelle loro custodie, 鶴別琴臺, hè bié qín tái, né gru che lasciano il palco del liuto; 莫不銜怨而心悲,聞猿而下淚。 mòbù xián yuàn ér xīn bēi, wén yuán ér xià lèi. Tutti serbano rancore e il cuore è triste, al sentire il grido della scimmia scendono le lacrime. 人非新市,何處尋家; rén fēi xīn shì, hé chù xún jiā; Gli uomini non sono nuovi mercati, dove trovare casa; 別異邯鄲,那應知路? bié yì hándān, nà yīng zhī lù? Separati da Handan, come potrebbero conoscere la strada? 想鏡中看影,當不含啼; xiǎng jìng zhòng kàn yǐng, dāng bù hán tí; Immagino riflessi nello specchio, senza inclinarvisi in pianto; 欄外將花,居然俱笑。 lánwài jiāng huā, jūrán jù xiào. Fuori dalla ringhiera i fiori, incredibilmente, sorridono tutti. 分杯帳裏,卻扇床前, fēn bēi zhàng lǐ, què shàn chuáng qián, Dividendo il calice sotto la tenda matrimoniale, poi togliendo il ventaglio davanti al letto nuziale, 故是不思,何時能憶? gù shì bù sī, héshí néng yì? così non si pensa, ma quando potrà tornare il ricordo? 當學海神,逐潮風而來; dàng xué hǎishén, zhú cháofēng ér lái; Bisogna imparare dal dio del mare, seguendo il vento e le onde nel venire e andare; 勿如織女,待填河相見。 wù rú zhīnǚ, dài tián héxiāng jiàn. non essere come la tessitrice che aspetta che il fiume si colmi per potersi incontrare. 《念奴嬌·赤壁懷古》 niàn nú jiāo·chìbì huáigǔ Ricordo nostalgico della Roccia Rossa 大江東去,浪淘盡,千古風流人物。 dà jiāngdōng qù, làng táo jǐn, qiāngǔ fēngliú rénwù. Il grande fiume scorre verso est, le onde spazzano via tutti gli eroi del tempo. 故壘西邊,人道是,三國周郎赤壁。 gù lěi xībian, réndào shì, sānguó zhōu láng chìbì. A ovest del vecchio forte, si dice, è la Roccia Rossa di Zhou Yu, il generale dei Tre Regni. 亂石穿空,驚濤拍岸,捲起千堆雪。 luàn shí chuān kōng, jīng tāo pāi àn, juǎn qǐ qiān duī xuě. Le rocce frantumano il cielo, onde impetuose battono la riva, sollevando cumuli di neve. 江山如畫,一時多少豪傑。 jiāngshān rú huà, yīshí duōshǎo háojié. Il paesaggio è come un dipinto, quanti eroi in un solo tempo! 遙想公瑾當年,小喬初嫁了,雄姿英發。 yáoxiǎng gōng jǐn dāngnián, xiǎo qiáo chū jiàle, xióngzī yīng fā. Rammento Zhou Yu ai suoi giorni di gloria, quando Xiao Qiao si era appena sposata con lui, vigoroso e imponente. 羽扇綸巾,談笑間,檣櫓灰飛煙滅。 yǔshàn guān jīn, tánxiào jiān, qiáng lǔ huīfēiyānmiè. Con ventaglio di piume e turbante di seta, tra risate e discorsi, le navi nemiche si trasformarono in cenere e fumo. 故國神遊,多情應笑我,早生華髮。 gùguó shényóu, duōqíng yīng xiào wǒ, zǎoshēng huáfà. Nel mio paese natale il mio spirito vaga, l'affetto forse mi deride perché i miei capelli si sono imbiancati presto. 人生如夢,一尊還酹江月。 rénshēng rú mèng, yīzūn hái lèi jiāng yuè. La vita è come un sogno, ora offro ancora un brindisi al fiume e alla luna.   Bibliografia sintetica 1893 – Fans Of Japan – Charlotte Maria Birch Salwey 1893 – Catalogue of the Collection of Fans and Fanleaves presented to the Trustees of The British Museum by the Lady Charlotte Schreiber 1895 – A Book About Fans: The History of Fans and Fan Painting – M. A. Flory – MacMillan & Co. 1974 – A collector’s history of fans – Armstrong, Nancy J 1975 – A collector’s Guide to Fans over the Ages – Bertha de Vere Green 1978 - Fans from the East pubblicato – Debrett’s Peerage Limited 1978 – The Book of Fans – Nancy Armstrong 1982 – Fans of Imperial Japan – Neville John Irons 1992 – Ogi – Julia Hutt & Hélène Alesander 1998 – Fans - Avril Hart & Emma Taylor – V&A Pubblications 2000 – Fans – James MacKay 2001 – From the land of the Fan – Michael Dean 2004 - Chinese fans: artistry and aesthetics – Gonglin Qian (libro a stampa, inglese) 2013 - 太極扇教學 tàijí shàn jiàoxué – 楊麗 yáng lì

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shíjiàn zhēnzhī

Francesco Russo

NOTE SULLA TRASCRIZIONE FONETICA
Le parole in lingua cinese quando appaiono per la prima volta sono riportate in cinese tradizionale con la traslitterazione fonetica. A partire dalla seconda volta, la parola è riportata con il solo pinyin senza indicazioni degli accenti per favorire una maggiore fluidità della lettura dei testi.

BREVE PROFILO DELL'AUTORE
Francesco Russo, consulente di marketing, è specializzato in consulenze in materia di "economia della distrazione".

Nato e cresciuto a Venezia oggi vive in Riviera del Brenta. Ha praticato per molti anni kick boxing raggiungendo il grado di "cintura blu". Dopo delle brevi esperienze nel mondo del karate e del gong fu, ha iniziato a praticare Taiji Quan (太極拳tàijí quán).

Dopo alcuni anni di studio dello stile Yang (楊式yáng shì) ha scelto di studiare lo stile Chen (陳式chén shì).

Oggi studia, pratica e insegna il Taiji Quan stile Chen (陳式太極拳Chén shì tàijí quán), il Qi Gong (氣功Qì gōng) e il DaoYin (導引dǎoyǐn) nella propria scuola di arti marziali tradizionali cinesi Drago Azzurro.

Per comprendere meglio l'arte marziale del Taiji Quan (太極拳tàijí quán) si è dedicato allo studio della lingua cinese (mandarino tradizionale) e dell'arte della calligrafia.

Nel 2021 decide di dare vita alla rivista Spiralis Mirabilis, una rivista dedicata al Taiji Quan (太極拳tàijí quán), al Qi Gong (氣功Qì gōng) e alle arti marziali cinesi in generale, che fosse totalmente indipendente da qualsiasi scuola di arti marziali, con lo scopo di dare vita ad uno strumento di divulgazione della cultura delle arti marziali cinesi.

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